L’esperienza di volontariato internazionale in Masai Mara di Andrea
Ogni volontario è diverso: c’è chi ha esperienza nell’insegnamento, chi nella comunicazione, chi nelle attività sportive o artistiche. Ogni persona porta con sé un bagaglio di competenze, interessi e passioni che, se riconosciuti e integrati nei progetti, possono generare un impatto molto più profondo e duraturo. Scopri come trasformare le tue passioni in progetti di valore!
La testimonianza di Andrea
Andrea è un ragazzo di 21 anni, che studia cinema a Bologna e ama la fotografia. A Novembre, è partito dall’Italia per trascorrere un mese in Kenya e partecipare al nostro progetto di volontariato sociale in Masai Mara.
“In queste prime due settimane a Ololaimutia mi sono ritrovato in un mondo completamente diverso, ricco di colori, tradizioni e usanze affascinanti.
Ho potuto osservare da vicino come vive la popolazione locale e come si adatta ad un contesto rurale unico come quello della savana. Conoscere il popolo Masai e visitare le loro abitazioni tradizionali è stato un momento molto emozionante.
Inoltre sto portando avanti alcune lezioni di fotografia e video con alcuni ragazzi del posto e i risultati sono già davvero ottimi! Spero possano continuare ad allenare il loro sguardo sulla realtà attraverso la macchina fotografica.”
Nelle sue prime due settimane in Kenya è stato avvolto dalla ricca cultura locale: diversa e irresistibile. Andrea, però, non si è limitato a lasciarsi affascinare da ciò che ha visto. Ha deciso di dare il suo contributo in uno dei modi migliori: trasmettendo le sue passioni ai ragazzi!
Ha, infatti, avviato un laboratorio di fotografia, dal quale i ragazzi che stanno partecipando, hanno imparato già moltissimo. Hanno imparato cos’è la fotografia e come è composta una macchina fotografica professionale e tutti gli elementi tecnici che è fondamentale sapere in questo settore: lenti, pixel e sigle! Sono poi passati ai diversi generi di fotografia, come la street photography, i paesaggi, lo sport, la natura e il fashion.
Durante la prima settimana, i ragazzi si sono esercitati ad esporre correttamente una fotografia con la macchina fotografica in diversi contesti (sotto il sole, all’ombra, con le nuvole). Durante la seconda settimana, invece, hanno imparato la composizione di una foto, esercitandosi con una macchina fotografica reflex che utilizzavano a turno.
Infine, i ragazzi hanno appreso tutto su Adobe Photoshop per editare le foto e renderle ancora più belle. Hanno imparato anche ad utilizzare Photopea, un software simile a Photoshop ma gratuito e facilmente accessibile anche per il futuro.
Cosa succede quando gli interessi, le abilità e le passioni del singolo volontario vengono identificati e messi in connessione con i bisogni reali del territorio?
Si genera un coinvolgimento autentico
Quando il volontario è appassionato di ciò che fa, l’energia si trasmette. I partecipanti si sentono più motivati e la relazione diventa più paritaria: non è solo un “insegnare”, è uno scambio.
Le attività diventano più sostenibili
Un volontario che mette a disposizione ciò che sa fare davvero dà continuità e profondità al progetto. Inoltre, è più facile che il laboratorio venga portato avanti anche dopo la sua partenza, perché costruito su basi reali e replicabili.
Il volontario vive un’esperienza più significativa
Sentirsi utili grazie proprie capacità aumenta la soddisfazione e rafforza il legame con il progetto.
La storia del laboratorio fotografico in Kenya ci ricorda che il volontariato internazionale non è fatto solo di compiti assegnati, ma di persone con abilità, passioni e curiosità. Quando questi elementi vengono integrati nei progetti, l’impatto è più profondo, più creativo e più umano.
Con i nostri progetti nel mondo, cerchiamo di dare importanza alle competenze dei volontari che partono, dando loro l’opportunità di organizzare workshop e valorizzando ogni esperienza!
Se vuoi ascoltare le storie dei volontari e immergerti nei loro racconti, iscriviti alla nostra Digital Info Session!

