Perché per YearOut i referenti fanno la differenza
Quando si sceglie un’esperienza di volontariato internazionale, spesso ci si concentra sulla destinazione o sul progetto. In realtà, la vera differenza la fanno le persone che ogni giorno lavorano sul campo. Da oltre 20 anni, collaboriamo con 34 progetti attivi in 11 Paesi, costruendo partnership durature con referenti locali conosciuti personalmente dal nostro staff. È proprio grazie a loro che oltre 2.500 volontari hanno vissuto esperienze autentiche.
Ogni progetto YearOut ha una storia diversa, ma un elemento accomuna tutti i nostri referenti: la scelta di mettere la propria comunità al primo posto.
Filippine
Cesare dedica la sua vita al progetto di Libas, nel Pangasinan. Dopo anni trascorsi in Senegal, continua ogni giorno a sostenere famiglie filippine da oltre dieci anni, bambini e persone in difficoltà, accogliendo i volontari come parte della sua famiglia.
Nepal
Ishwor, Bishal e Sushil accompagnano i volontari fin dal loro arrivo a Kathmandu, coordinando le attività nei monasteri buddhisti, nei Women Center, nelle scuole e nel Disability Center, permettendo a ogni partecipante di immergersi nella cultura locale.
Kenya
Marta, Izzo ed Elaine lavorano tra Nairobi, Masai Mara e Rombo, sviluppando progetti scolastici, iniziative di Women Empowerment, agricoltura sostenibile e accesso all’acqua, sempre insieme alle comunità locali.
Uganda
Giorgio rappresenta un punto di riferimento per volontari e beneficiari nei progetti di Women Empowerment e di educazione, mentre in Cambogia Sinn coordina i progetti scolastici, di costruzione e di accesso all’acqua potabile.
Argentina
Guillermo accompagna i volontari in un’esperienza di autentico scambio con il territorio e la comunità per aiutare le comunità più svantaggiate.
Prima di aprire una nuova partnership, visitiamo personalmente ogni progetto conoscendo le persone che lo rendono possibile. Ci sono partnership che durano da decenni, altre più nuove. Per noi il volontariato internazionale non significa soltanto partire, ma affidarsi a chi vive quella realtà ogni giorno, ne conosce i bisogni e lavora per costruire opportunità concrete nel tempo. È proprio questo rapporto di fiducia con i referenti locali che permette ai nostri volontari di sentirsi accolti fin dal primo giorno e di vivere esperienze autentiche, sostenibili e realmente utili per le comunità.
Perché, alla fine, un progetto non è fatto solo di attività o luoghi. È fatto soprattutto di persone. Ed è grazie a persone come Cesare, Ishwor, Bishal, Sushil, Marta, Izzo, Elaine, Giorgio, Sinn e Guillermo che, ogni anno, centinaia di volontari scelgono di partire con YearOut.
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